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"THE MATRIX" - UNA PARABOLA MODERNA



"the matrix", una parabola moderna e' il titolo di un libro, un libro che parla della trilogia di "the Matrix" dei fratelli Wachowsky. Una ri-lettura della pellicola attraverso le chiavi di tutti i tempi della conoscenza dell’uomo. Non un film di fantascienza od un cyber thriller, come e' stato descritto, ma un vero viaggio interiore nella profondita' della nostra psiche, negli abissi psicologici come lo e' l'odissea di Ulisse, il dramma di Perseo o la Divina Commedia di Dante Alighieri.
Il libro parla di "rivoluzione", non una "rivoluzione esteriore" fatta di reazioni impulsive che, anche se motivata da alti valori umani, finisce per essere un'altra espressione violenta nel mondo. Il libro parla di della "rivoluzione interiore": la "rivoluzione della coscienza" auspicabile per ogni essere umano che scelga di uscire dal tragico torpore della sua vita che inesorabilmente lo conduce ad una morte lenta e senza senso. Il potere di cambiare se stessi non e' nella mente, ma nel corpo e nei sentimenti. "Conosci te stesso" e' il motto di tutti coloro che cercano la vera conoscenza ed il vero “essere”; non il carattere della personalita', ma l'Essere Reale, il Se' interiore profondo, l'Intimo Deus ex machina. Noi non siamo il corpo, siamo il "manovratore"...

LA MISTICA TECNOLOGICA


Brevi cenni sullo stato attuale della realtà. Tecnologica e non

Dare forma a un pensiero, a una teoria che si forma sottilmente, giorno dopo giorno, prima in modo subdolo, quasi un gioco, poi sempre più corposa e aiutata da un cogitare che all’improvviso diventa frenetico, è il tentativo che cercherò di portare a buon fine con quest’articolo. Pillole del basso futuro è il titolo di questa rubrica, in cui usualmente tento di mettere a frutto alcuni spunti tecnologici mediando le esigenze della fantasia più sfrenata, provando a determinare il percorso su cui l’umanità — o l’avanguardia della postumanità — si muoverà nell’immediato futuro; in quest’occasione, però, vorrei condividere con voi alcuni aspetti della realtà che ci circonda che giudico assai bizzarri, soprattutto se visti alla luce di un modello di realtà che è anche una delle basi del Connettivismo: parlo del Paradigma Olografico.
Cercando di stringare al massimo le spiegazioni di tale modello fisico della realtà, posso sostenere che la teoria postula un’esistenza bidimensionale della nostra natura fisica, asserendo che ogni cosa che noi percepiamo come tridimensionale sia effettivamente una semplice estrapolazione del modello bidimensionale delle cose. Ciò si evince (la dissertazione completa l’ha redatta Giovanni De Matteo in tre puntate su NeXT, il bollettino connettivista trimestrale, sulla scorta degli appunti di Jacob D. Bekenstein) dalla verifica sperimentale di due particelle elementari che, assai lontane fisicamente tra loro e assolutamente non in relazione, si trovano a rispondere agli stessi stimoli fisici in modo coerente, come se fossero effettivamente in comunicazione tra loro...

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