di Paola Magnani
“Ho sentito dire che c’è una finestra
che si apre da una mente sull’altra,
ma quando non c’è parete
non c’è alcun bisogno
d’inserirvi una finestra o un chiavistello”
Rumi
Ultimamente, la diffusione e la popolarità di messaggi canalizzati sta portando alla ribalta una potenzialità dell’uomo che spesso viene negata o relegata in ambiti più ristretti e controllati.
Molti considerano il channeling (canalizzazione) equiparabile alla medianità e il canalizzatore (canale o channel) al medium. Negli ultimi anni i due termini hanno assunto una sfumatura diversa, intendendo il medium la persona che si offre come mezzo di tramissione perdendo totalmente o per buona parte coscienza di sé, mentre il canale o canalizzatore riceve e trasmette rimanendo cosciente. A causa della differenza tra questi due stati di coscienza, il medium – andando in trance – dà l’idea di non interferire con la trasmissione, mentre il canalizzatore si assume la responsabilità della traduzione, ed è questa particolare condizione che suscita in molti le maggiori perplessità. Nel contesto, una persona in stato incosciente sembrerebbe più affidabile di una cosciente....

