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JEAN-JACQUES ROSSEAU : VERITA' DELLA NATURA



Filosofo e pedagogista svizzero, nato a Ginevra il 28 giugno 1712, Jean-Jacques Rousseau è uno dei massimi esponenti del pensiero europeo del XVIII secolo. Figlio di un orologiaio calvinista, rimane orfano di madre a pochi giorni dalla nascita. Lasciato un po' a sé stesso, non avrà un'educazione regolare: a dieci anni si trova privato anche dell'appoggio del padre che, ferreo calvinista e di carattere irruento e rissoso, è costretto a lasciare Ginevra per una lite a causa della quale stava per essere arrestato. Affidato al pastore Lambercier di Bossey, per due anni vive felice, non più esaltato dalle letture, fatte con il padre, dell'"Astrae" di H. d'Urfé o delle "Vite" di Plutarco, bensì educato ai principi religiosi e alle letture morali... 

EDGAR ALLAN POE : UNA SEPOLTURA PREMATURA


Vi sono alcuni argomenti d'interesse vivissimo, avvincenti, ma troppo 
totalitariamente orribili agli scopi di una giustificata invenzione. Da 
questi il romanziere puro deve astenersi, se non vuole offendere o 
disgustare. Possono essere trattati giustificatamente solo quando siano 
santificati e avvalorati dalla severita' e dalla maesta' del Vero. Noi ci 
emozioniamo, per esempio, di un'acutissima e "piacevolissima sofferenza" 
alle descrizioni del passaggio della Beresina, del terremoto di Lisbona, 
della peste di Londra, del massacro di San Bartolomeo, o della morte per 
soffocazione dei centoventitr è prigionieri nel Black Hole di Calcutta. 
Ma in queste descrizioni è il fatto, è la realta', è la storia 
l'elemento che emoziona; come invenzioni le considereremmo con vero 
aborrimento...

LA LUPA



Autore: Giovanni Verga


Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna - e pure non era più giovane - era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, e su quel pallore due occhi grandi così, e delle labbra fresche e rosse, che vi mangiavano.
Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai - di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia, con quell'andare randagio e sospettoso della lupa affamata; ella si spolpava i loro figliuoli e i loro mariti in un batter d'occhio, con le sue labbra rosse, e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso, fossero stati davanti all'altare di Santa Agrippina. Per fortuna la Lupa non veniva mai in chiesa, né a Pasqua, né a Natale, né per ascoltar messa, né per confessarsi. - Padre Angiolino di Santa Maria di Gesù, un vero servo di Dio, aveva persa l'anima per lei...

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